La patata del benessere

Il pregnenolone lo produce il nostro organismo ma si può ricavare anche da un tubero. Ecco cosa fa Migliora l’umore e la memoria, aiuta a combattere lo stress e la fatica, cura i disturbi detta menopausa e della sindrome premestruale, riduce i dolori reumatici, favorisce l’elasticità della pelle: questi gli effetti che, secondo recenti ricerche effettuate in America, induce il pregnenolone, l’ormone naturale “del benessere”, già presente sugli scaffali dei supermercati americani e ottenibile in Italia solo dietro ricetta medica. Ricavata da una pianta, la Wild Yam (patata dolce americana), e resa chimicamente uguale a quella prodotta dal nostro organismo, usata da sola o associata ai trattamenti tradizionali, questa sostanza potrebbe rappresentare un’importante svolta nella prevenzione e cura di varie malattie legate all’invecchiamento. «Il pregnenolone», spiega il dottor Ascanio Polimeni, diplomato negli Usa in psiconeuroendocrinologia, direttore dei Centri della menopausa di Milano e Roma, autore con Ray Sahehan, direttore del Longevity Research Institute di Los Angeles, del bestseller Pregnenolone (Tecniche Nuove Ed.-1997), «è un ormone che viene prodotto principalmente dalle ghiandole surrenali e in elevate concentrazioni dal cervello, e anche dalla pelle, dai testicoli e dalle ovaie. In particolare questa sostanza viene “costruita” all’interno delle cellule, nei mitocondri (le fabbriche chimiche della cellula), in grado di metabolizzare zuccheri, grassi e proteine. Qui il colesterolo viene trasformato in pregnenolone. La sua produzione viene regolata e coordinata dall’ipofisi, una ghiandola situata nel cervello, che “comunica” con gli altri organi e consente di mantenerne i giusti equilibri. Il pregnenolone attraverso la circolazione sanguigna raggiunge tessuti e cellule, dove viene utilizzato direttamente oppure, e questa è la sua azione “intelligente”, a seconda delle esigenze può dare origine ad altri ormoni, come il Dhea, il progesterone, gli estrogeni e il testosterone. Il pregnenolone è in grado di esercitare un’azione sul sistema nervoso centrale e periferico e su organi, pelle, muscoli e nervi». Con l’avanzare dell’età la sua produzione si riduce e con essa calano anche i livelli di altri ormoni, come il Dhea e il progesterone, di cui è il precursore. Questo “ruolo centrale” svolto dal pregnenolone nell’economia degli ormoni, ha fatto pensare che esso potesse svolgere un’azione benefica in numerosi settori. Vediamo i principali. DEPRESSIONE Recenti studi americani hanno dimostrato che alcuni farmaci antidepressivi come gli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) agiscono aumentando non solo i livelli cerebrali della serotonina ma anche quelli del pregnenolone e di alcuni ormoni da questo derivati, per cui la loro azione benefica sull’umore è strettamente collegata anche con quest’ultima funzione. Il National institute of Mental Healt ha effettuato una ricerca che ha coinvolto 27 persone affette da depressione e io soggetti sani. I ricercatori hanno riscontrato nei pazienti depressi un livello di pregnenolone ridotto rispetto a quelli sani. In base a questi dati scientificamente provati è ormai chiaro che l’ormone naturale del benessere assume sicuramente un ruolo importante per il trattamento di questo disturbo. Il pregnenolone», spiega Polimeni, agisce infatti sul Gaba (l’acido ammibutirrico) e sul glutammato, sostanze chimiche che si trovano nel cervello e sono coinvolte nella trasmissione dei messaggi nervosi in grado di influenzare il tono dell’umore. L’ormone naturale svolge una funzione modulatrice regolando sia l’eccitazione che il rilassamento e può quindi avere un ruolo sia antidepressivo sia sedativo, a seconda delle necessità dell’organismo. Se una persona è giù di tono la tira su, se invece è ansiosa e agitata tende a calmarla. In caso di depressione si otterrà un miglioramento dell’umore associato a un maggiore equilibrio psicologico. Questo si traduce in altri effetti positivi, come aumento dell’energia psicofisica e della forza muscolare, potenziamento della resistenza fisica e delle capacità di rilassamento. Il pregnenolone», sottolinea Polimeni, viene usato efficacemente anche da solo, oppure in associazione con altre sostanze, come per esempio l’iperico, per combattere alcune forme di depressione come quella che si riscontra nell’uomo legata all’andropausa, i disturbi depressivi della menopausa e della sindrome premestruale. E’ ipotizzabile che queste ultime forme depressive abbiano un denominatore comune: potrebbero essere infatti scatenate da una sindrome da astinenza da neurosteroidi (gli ormoni sessuali prodotti dal cervello) dovuta a sua volta al crollo dei livelli di questi ormoni e in particolare del pregnenolone e degli ormoni da esso prodotti>. SINDROME PREMESTRUALE La sindrome premestruale colpisce circa l’80% delle donne durante la seconda metà del ciclo, per poi regredire con la comparsa del flusso. Causata da squilibri dei livelli di estrogeni e progesterone, è caratterizzata da sintomi sia fisici che psichici, come nervosismo, irritabilità, depressione, tensione al seno, gonfiore e crampi all’addome, stanchezza, difficoltà di concentrarsi e voglia smodata di cibi dolci o salati. Secondo i risultati di uno studio clinico, il progesterone, assunto dal terzo giorno dopo l’ovulazione fino all’inizio delle mestruazioni, migliora sia la sintomatologia legata all’umore che quella fisica, La sindrome», sostiene Polimeni, viene trattata efficacemente anche con il pregnenolone (precursore del progesterone) e anche se non sono disponibili i risultati di alcune ricerche in corso presso il Southwest College of Naturopathic Medicine di Temple in Arizona, sappiamo che molte persone hanno ottenuto un’attenuazione significativa dei sintomi. Personalmente lo prescrivo associato al magnesio e alla vitamina B6». MENOPAUSA La menopausa, con la cessazione dell’attività ovarica, determina una drastica riduzione degli estrogeni e degli altri ormoni sessuali nell’organismo. In questo periodo si manifestano vari disturbi come vampate di calore, aumento di peso, irritazione, insonnia, depressione, secchezza vaginale e della pelle. La terapia ormonale sostitutiva che si basa sull’assunzione di estro progestinici, oltre a ridurre i sintomi protegge la donna dal rischio delle malattie cardiovascolari, dall’osteoporosi e dal morbo di Alzheimer. I dati scientifici sugli effetti collaterali a lungo termine della terapia tradizionale sostitutiva sono contrastanti: molti ricercatori sostengono che la terapia ufficiale che utilizza farmaci a base di estrogeni di sintesi possa favorire l’insorgenza del tumore al seno. «Una valida alternativa», ricorda Potimeni, «è l’associazione di fitoestrogeni ricavati dalla sola e progesterone naturale, con l’aggiunta di Dhea e melatonina. Il pregnenolone in futuro potrà sostituire nella terapia sostitutiva entrambi gli ormoni. Per ora», sottolinea Polimeni, «il suo utilizzo si è rivelato utile nel trattamento dei disturbi collegati alla menopausa. Secondo i risultati di alcuni studi l’ormone svolgerebbe un effetto protettivo sull’osteoporosi perché interviene sul metabolismo dell’osso inibendone il riassorbimento e stimolando la formazione di nuovo tessuto osseo. Contrasta inoltre le alterazioni del tono dell’umore come la depressione, riduce le vampate di calore e migliora l’elasticità della pelle». STRESS Se un po’ di stress non nuoce alla salute, essendo una normale reazione di tipo adattivo e protettivo, una situazione di stress prolungato danneggia il nostro organismo e il nostro equilibrio psicologico. «L’eccessiva produzione di cortisolo», spiega Polimeni, «altera infatti la produzione dei neurotrasmettitori, causando disturbi ansiosi depressivi e psicosomatici. L’assunzione del pregnenolone riduce notevolmente gli effetti nocivi legati all’eccesso di cortisolo, modulandone l’attività, normalizzando l’umore e ripristinando l’energia psicofisica. Inoltre ricarica le “batterie” delle ghiandole surrenali, che a forza di essere stimolate da uno stato di stress cronico sono costrette a produrre una quantità maggiore di ormoni, condizione questa che col tem po le esaurisce’>. Gli effetti del pregnenolone sullo stress sono stati esaminati fin dagli anni ’50 attraverso varie ricerche. Il professor Hudson Hoagland del Experimental Biology del Massachusetts, è stato il primo a usare il pregnenolone sperimentandolo su 97 operai addetti a lavori stressanti. Lo studio ha evidenziato che la somministrazione dell’ormone determinava diminuzione dell’affaticamento e quindi incremento della resistenza fisica e maggior senso di benessere. MEMORIA Il pregnenolone ha dimostrato di avere un’azione anche sui meccanismi cognitivi superiori come la memoria e l’apprendimento. L’ormone potenzia la memoria, sia quella breve che quella a lungo termine agendo su alcuni specifici recettori che si trovano nel cervello. Secondo la dottoressa Rahmawati Shi, gerontologa della St. Louis University, il pregnenolone nelle persone anziane di sesso maschile aumenta il senso dell’orientamento,. e per esempio aiuta chi è impegnato nella guida dell’automobile; nella donna aumenta la memoria verbale, cioè, per esempio, la capacità di leggere e ripetere un lungo elenco di nomi. REUMATISMI «Il pregnenolone può essere usato per it trattamento dei dolori reumatici e articolari», dice Polimeni. In base all’esperienza del dottor McGavack, il pregnenolone ha un’azione antinfiammatoria che riduce it dolore e aumenta la mobilita dette giunture. Questo beneficio cessa quando si sospende la somministrazione terapeutica detta sostanza. PELLE il pregnenolone usato sotto forma di crema interviene sulla sintesi del collagene e dell’acido ialuronico; questa azione contrasta la formazione delle rughe e idrata la pelle che diventa più elastica e tonica. La sua efficacia è stata dimostrata da uno studio scientifico che prevedeva t’uso di una crema contenentete il 5% di pregnenolone da applicarsi solo su un lato del viso. Dopo tre mesi nelle 86 donne coinvolte si sono notati notevoli miglioramenti, come maggiore idratazione, rassodamento detta cute e attenuazione dette rughe. «Il pregnenolone», spiega Polimeni, «essendo solubile nei grassi penetra facilmente nei pori della pelle, apportando benefici, tra cui una forte azione antiossidante (dovuta al Dhea di cui è il precursore), che protegge la pelle dai danni causati da radicali liberi e raggi ultravioletti». RIDUZIONE DI PESO Dice ancora it dottor Potimeni: il pregnenotone non accelera il metabolismo e non interviene sull’assorbimento dei grassi né elimina quelli in eccesso, ma agisce con un effetto secondario: curando la depressione che è all’origine dei sovrappeso. Migliorando il tono dell’umore, la persona è più motivata a seguire una dieta e a praticare attività fisica. Gli attacchi di fame computsiva vengono cosi’facilmente controllati.